Le vette sono per i sognatori: incontro con Nives Meroi e Romano Benet

Nel lontano gennaio 2005 intervistavo per “IL NUOVO” la coppia di alpinisti che pochi giorni fa (11 maggio 2017) ha completato la salita a tutti e 14 gli Ottomila dell’Himalaya. La ripropongo ora, orgogliosa  di Nives e Romano, e commossa per quanto vi ritrovo e che avevo dimenticato. Nives e Romano non sono cambiati affatto, come si potrà notare! 

Lasciata la pianura nebbiosa, nella Val Canale splende il sole e più su la piana di Fusine è di un biancore accecante. Leggi tutto “Le vette sono per i sognatori: incontro con Nives Meroi e Romano Benet”

Mestre di mont: Varna Mansutti

Ricordi e riflessioni di Varna Mansutti, maestra di montagna, che negli anni Sessanta ha insegnato nei più remoti paesi del Canal del Ferro.

Friuli, censimento del 1921: nel comune di Moggio la borgata di Moggessa di Qua conta 135 abitanti, Moggessa di Là 110; Stavoli ne ha ben 175; l’attuale Chiusaforte centro conta 1544 abitanti, mentre oltre il Fella Raccolana fa comune a sé con 1569 abitanti, di cui 143 a Patoc, 97 a Pezzeit, 107 a Tamaroz; Dogna con il suo canale ne ha 1542 (oggi 260!!); in val Resia la sola Stolvizza ne ha 720. Sono passati novant’anni e la popolazione è stata letteralmente “decimata”, ma ancora nei primi anni Sessanta del secolo scorso in ognuno di questi paesi c’era una scuola. Leggi tutto “Mestre di mont: Varna Mansutti”

Puestine di mont: Elena Tavella

“Che male c’è se un postino di montagna dà un passaggio a una vecchietta che stenta a fare la strada di casa in un giorno afoso d’estate? E’ inutile andare a messa la domenica, mi pare, e poi lasciare che gli anziani tirino le cuoia su pa la rive!” Comincia così la mia intervista a Elena Tavella, puestine di mont, che con la grinta che la contraddistingue entra subito nel vivo dei problemi senza tanti preamboli.

Elena è diventata postina quasi per caso, per poi scoprire che è davvero il lavoro che fa per lei. Purtroppo attualmente è disoccupata perchè, pur avendo accumulato molto punteggio con il lavoro precario trimestrale, questo non le serve a nulla perché le graduatorie sono chiuse e le nuove regole per l’assunzione degli avventizi varate nel 2009 prevedono una sola chiamata all’anno. Ma procediamo con ordine. Leggi tutto “Puestine di mont: Elena Tavella”

In giro per la Val Aupa

Val Aupa mon amour: se non fosse un po’ sopra le righe, sarebbe questo il titolo che vorrei dare a questa serie dedicata alla Val Aupa, una valle che mi ha sempre affascinato per gli angoli sconosciuti che racchiude e per i suoi abitanti così in sintonia con quel territorio. Ma cominciamo un po’ a conoscerla da vicino, percorrendola (possibilmente a piedi) e osservandone i fiumi e le montagne, per poi soffermarci in modo particolare a Dordolla, un paese “che resiste”. Lesen Sie hier die deutsche Fassung 🇩🇪 Leggi tutto “In giro per la Val Aupa”

Genius loci della Val Aupa

La val Aupa mi ha sempre affascinato, come se i suoi abitanti, schivi ed enigmatici, concentrassero l’essenzialità del genius loci che a me – abitante della pianura – sfuggiva.Solo poco tempo fa la lettura dell’illuminante libro di Franco La Cecla “Mente locale” mi ha chiarito con acute considerazioni come le persone di un posto si rapportino a quel posto stesso, come l’abitare sia una conversazione ininterrotta tra la nostra presenza e quella dei luoghi. E il poeta americano Wallace Stevens ci ricorda che “l‘anima è composta dal mondo esterno” e che “ci sono abitanti di una valle che sono quella valle”.

Recentemente ho avuto la fortuna di intervistare Elena Not e Corrado Druidi, una coppia di Dordolla che conosce a fondo i misconosciuti tesori culturali, vegetali e culinari della Val Aupa, e che ha acconsentito a condividerli con me. Leggi tutto “Genius loci della Val Aupa”

Val Aupa: gli ultimi pastori di Flop

Una volta c’erano molte malghe in val Aupa, nonostante l’asprezza del suolo, e avevano nomi enigmatici o evocativi come Vualt, Liûs, Palis di Liûs, Ladussêt, Giouf di Fau, Flop, Foran da la Gjaline, Cimadôrs. Oggi alcune sono state ristrutturate e vengono usate come bivacchi, di altre non è rimasta quasi alcuna traccia in mezzo all’invadente vegetazione di ortiche e lamponi.

Fienagione in Flop negli anni Sessanta

A salvare dall’oblio della memoria le storie di malga Flop, ai piedi della Sfinge, sul sentiero che oggi porta al Rifugio Grauzaria, è Corrado Druidi, classe 1947, di Dordolla. Leggi tutto “Val Aupa: gli ultimi pastori di Flop”

I Blumarji di Montefosca

Ogni anno, l’ultima domenica di carnevale, a Montefosca, piccola frazione montana di Pulfero, si ripete la corsa dei Blumarji, le strane maschere che non hanno assolutamente uguali in tutto l’arco alpino orientale, né in Italia né in Slovenia. Hier lesen Sie die deutsche Fassung.🇩🇪

Montefosca/Črni Vrh: sarebbe già sufficiente il nome per andarci. Ma oltre al fascino del toponimo e del Carnevale c’è anche un terzo motivo di interesse: è l’unico paese delle Valli del Natisone in cui vi è ancora una latteria funzionante, dove ancora per le strade si sente l’odore delle stalle e del fieno. Ci sono due modi per andarci. Una lunga lunga strada si inerpica a tornanti da Stupizza su per Zapotocco e Calla. Leggi tutto “I Blumarji di Montefosca”

Benvenuti su “Andamento lento”

Il nostro nuovo sito, che riprende il titolo di un nostro libro di itinerari del 2005, vuole presentare approfondimenti su persone e paesi del Friuli Venezia Giulia, storie di voci deboli e paesaggi fragili, resoconti di nostri vagabondaggi reali, letterari, fotografici e nella storia. Cominciamo con un assaggio dei reportage pubblicati fino al 2009 sul settimanale “IL NUOVO” e che ci manca tanto!

Val Dogna: Tutta una valle in un uomo

Attraverso lo sguardo acuto di Pietro Compassi di Roncheschin ripercorriamo quasi un secolo di storia e la vita dell’intera val Dogna.

“Sfrecciando sul gigantesco viadotto che sovrasta il paese, in molti si saranno chiesti cosa ci sia nell’anima di Dogna: il paese finisce lì, sotto le infrastrutture viarie, oppure custodisce ancora qualcosa?” Così inizia il bel libro “Dogne si conte…cu le vôs dai nonos”, che raccoglie una serie di testimonianze suiborghi – ormai in gran parte abbandonati – della val Dogna.

Leggi tutto “Val Dogna: Tutta una valle in un uomo”

Il maestro dei boschi

Un itinerario alla ricerca di tracce e di alberi sul monte Mia, m 1231, in compagnia di Giovanni Coren di Ponteacco, profondo conoscitore di ogni piega del monte.
E’ una fortuna non quotidiana quella di poter fare un’escursione insieme a Giovanni Coren, istruttore naturalistico e appassionato raccoglitore di storie e tradizioni delle valli del Natisone. Qualcuno lo ha chiamato “il maestro dei boschi”. Lui questo mestiere lo fa per passione, e ama soprattutto lavorare con i bambini delle elementari: dice lui stesso di aver avuto un’infanzia felice in mezzo alla natura e sente il desiderio, quasi la spinta morale di trasmettere questo sapere alle nuove generazioni. Leggi tutto “Il maestro dei boschi”

Le ciliegie duracine di Tarcento

A Sammardenchia di Tarcento Attilio Vidoni rievoca l’epopea delle ciliegie duracine, un tempo esportate in tutta Europa e ora del tutto dimenticate, intrecciandola con i dolorosi ricordi del terremoto. 

Giugno, e il pensiero corre spontaneo alle ciliegie, le famose ciliegie duracine di Tarcento, chissà se ne è rimasto qualche albero? I miei informatori mi consigliano di rivolgermi a Attilio Vidoni di Sammardenchia, agricoltore da sempre e cultore delle antiche tradizioni che ha da poco raccolto sulla carta in un bel libro intitolato appunto “Sammardenchia. Il mio paese: tradizioni perdute”. Attilio e sua moglie Maria Teresa abitano in cima alla collina, in una casa verde accanto alla chiesa (orribilmente) ricostruita dopo il terremoto. Quando ci arrivo il signor Vidoni, 80 anni portati con baldanza, è appena tornato dal campo con una carriola carica di erba fresca per le sue due mucche. Una margherita gialla spicca in cima al mucchio e il profumo dell’erba appena tagliata si sparge sotto il portico della casa. Leggi tutto “Le ciliegie duracine di Tarcento”

Der Waldlehrer

Auf der Suche nach Spuren und Bäumen auf dem Mia-Berg, m 1231, begleitet von Giovanni Coren aus Ponteacco, tiefer Kenner jedes Bergwinkels.

Nicht oft hat man das Glück, eine Wanderung zu machen mit Giovanni Coren, Naturwanderführer und leidenschaftlicher Sammler von Geschichten und Traditionen der Natisone-Täler. Jemand hat ihn “den Waldlehrer” genannt. Er macht diese Arbeit aus purer Leidenschaft, und vor allem arbeitet er gern mit Grundschulkindern: er selbst sagt, er habe eine glückliche Kindheit in der Natur gehabt und spüre jetzt den Wunsch, ja sogar den moralischen Drang, dieses Wissen den neuen Generationen weiterzugeben. Die Gelegenheit bietet sich mit dem ersten Kurs für Naturwanderführer, den der sehr engagierte Förderverein “Nediske Doline-Valli del Natisone” organisiert hat. Die Teilnehmer sind fast alle junge Studenten der Natisone-Täler, die vom Frühling bis Herbst die Wanderungen zum Mia-Berg und seinen alten Hirtensiedlungen führen werden. Leggi tutto “Der Waldlehrer”

Il bio-tesoro di Cabia

In compagnia di Tullio Fior andiamo alla scoperta delle centinaia di varietà di alberi da frutto che hanno reso famosa la frazione di Arta e che ancora sopravvivono e vengono conservate con sapienti innesti.

In questo viaggio alla ricerca della biodiversità una tappa obbligata è Cabia, frazione di Arta, un paese soleggiato “sito in posizione bellissima sopra un verde terrazzo a cavaliere delle valli della Bût e del Chiarsò, celebrato per le ciliegie e l’acquavite di prugne” come scriveva Giovanni Marinelli nel 1912. Qui, a un’altitudine media di 800 metri, dove il sole batte dalla mattina alla sera, vivono e prosperano ancora centinaia di alberi da frutto, molti di antiche varietà, a formare una vera e propria foreste di pomârs, come ci racconta Tullio Fior, guardia forestale regionale e autentico appassionato di alberi da frutto. Leggi tutto “Il bio-tesoro di Cabia”

Peri e meli di Carnia

Due appassionati frutticoltori carnici, Duilio Cacitti di Caneva e Pietro Felice di Agrons, sono i custodi di decine di antiche varietà di peri e meli, tra cui anche il famoso pero Janis portato dalla Spagna nel 1500.

Questo viaggio alla ricerca della biodiversità inizia con un piccolo scoop pomologico di cui sono debitrice a Tullio Fior, guardia forestale e frutticoltore di Cabia. Grazie a lui sono riuscita infatti a rintracciare gli ultimi due esemplari di pero Janis esistenti in Carnia, e precisamente a Caneva, frazione di Tolmezzo, nel giardino-frutteto di Duilio Cacitti. Leggi tutto “Peri e meli di Carnia”

Vernassino: All’osteria del Cividino

A Vernassino, nelle valli del Natisone, Elio Blasutig ancora coltiva l’antico vitigno autoctono chiamato Cividin, e la figlia Raffaella tiene aperta l’omonima osteria. Hier lesen Sie die deutsche Fassung.🇩🇪

Cividale, Ponte San Quirino, Azzida, la strada per Savogna, e dopo qualche km a sinistra per Vernassino/ Gorenj Barnas. In una assolata ma limpida giornata di luglio salgo i tornanti che dal fondovalle portano alla piccola borgata, famosa un tempo per la produzione di un vino particolare e ora dimenticato: il Cividin. Leggi tutto “Vernassino: All’osteria del Cividino”

Tercimonte: 500 rastrelli per una bici

 Tercimonte è un piccolo paese delle Valli del Natisone alle falde del Matajur, abbarbicato su un colle posto alla confluenza dell’Alberone con il Rieca, e nelle giornate limpide gode di una vista impareggiabile verso Cividale e la pianura. Purtroppo è ormai sconosciuto ai più, ma fino a trent’anni fa non era così perché vi fioriva l’artigianato dei rastrelli. Leggi tutto “Tercimonte: 500 rastrelli per una bici”

Le pesche di Rodda

Solo poche decine di peschi sopravvivono ancora a Rodda, soleggiato paese nella valle del Natisone, che ne trasse ricchezza per quasi 80 anni.

Percorrendo in questi giorni di sole primaverile la valle del Natisone da S.Pietro a Pulfero, non si può fare a meno di notare, sui fianchi delle montagne ricoperti ormai di bosco, gli sbuffi bianchi dei ciliegi in fiore, ma nulla potrebbe far immaginare che fino a trent’anni fa da Brischis alle più alte borgate di Rodda il colore dominante non fosse il verde né il bianco, ma il rosa dei peschi, una coltivazione che costituiva “una vera oasi fruttifera che richiama compratori anche da lontano”, come scriveva nel 1912 Olinto Marinelli nella sua “Guida delle Prealpi Giulie”.

Leggi tutto “Le pesche di Rodda”

Il cavallo TPR friulano, un gigante da salvare

A Artegna Renzo Buzzulini, agricoltore da una vita, alleva e addestra – per passione – una razza equina minacciata di estinzione.

L’azienda agricola di Renzo si trova proprio sotto il castello di Artegna, nella piana. E’ qui che troviamo un gigante equino quasi scomparso, il cavallo agricolo italiano da tiro pesante rapido, conosciuto tra gli addetti ai lavori con l’orribile sigla CAI -TPR. Leggi tutto “Il cavallo TPR friulano, un gigante da salvare”

L’erba medica di Premariacco

Ascesa e declino dell’erba medica di Premariacco, un tempo famosa in tutto il Friuli e ben oltre: per saperne di più andiamo a intervistare Fabio Donato, classe 1933, agricoltore per tradizione e per vocazione, ma soprattutto appassionato pioniere e sperimentatore di ogni tipo di innovazione in campo agricolo.

Fabio adesso si dedica principalmente al suo vigneto, ma conserva documenti preziosi per la storia di Premariacco nel secolo ormai trascorso. Leggi tutto “L’erba medica di Premariacco”