Benvenuti su “Andamento lento”

Il nostro sito, che riprende il titolo di un nostro libro di itinerari del 2005, vuole presentare approfondimenti su persone e paesi del Friuli Venezia Giulia, storie di voci deboli e paesaggi fragili, resoconti di nostri vagabondaggi reali, letterari, fotografici e nella storia. Oltre a nuovi articoli potrete trovare anche la maggior parte dei reportage usciti dal 2005 al 2009 sul settimanale friulano “IL NUOVO” che ci manca tanto!

Gita in collina – Landpartie da “Aus der Enge”

Partenza in una radiosa giornata di sole decembrino per effettuare un’escursione circolare intorno a Moruzzo seguendo l’itinerario n.17 (“Landpartie”) dalla nuova guida di Unikum “Aus der Enge”.

Galleria di immagini – cliccare sulla foto per ingrandire

Prima tappa la torbiera di Borgo Pegoraro. Seguendo poi attentamente le indicazioni della guida si arriva a Villalta con un labirintico percorso nei campi. Attraversato il centro di Villalta ci aspetta una splendida bressana (versione rettangolare del roccolo) su una collinetta. Scendiamo poi verso Est passando per Poggio Stringher e il torrente Lavia. Si raggiunge S.Margherita del Gruagno, il castello di Brazzacco e passando per Modotto si torna al punto di partenza. Giro stupendo, vivamente consigliato! Non disponendo della guida in tedesco si può seguire indicativamente l’itinerario tabellato “Stringher-Tacoli”che ha un percorso molto simile.

15,5 km, circa 4 ore a piedi.

 

 

 

 

Con il cuore in Benecia

Sabato 7 dicembre 2019 bellissima escursione transfrontaliera nella valle dello Judrio con gran finale nell’agriturismo di Britof per la proiezione del filmato “Con il cuore in Benecia”. Il tutto organizzato dall’Associazione Val Judrio-Idrjiska Dolina che ha curato anche il taglio dei rovi sulle vecchie strade e i sentieri dimenticati tra paese e paese (cosa che noi, avendo lavorato già con cesoie e motosega, abbiamo adeguatamente apprezzato).

Leggi tutto “Con il cuore in Benecia”

Am Alpenrand – Sull’orlo della montagna, escursione da Travesio

Sabato 30 novembre 2020 gita autunnale di Unikum, il centro culturale dell’Università di Klagenfurt, lungo un itinerario tratto dall’ultimo volume da loro pubblicato, “Aus der Enge” Si tratta dell’escursione “Am Alpenrand”, cioè “Sul bordo delle Alpi”, o se si vuole “Sull’orlo della montagna”, con partenza dal centro di Travesio in direzione del borgo di Zancan. Nel gruppo, guidato da Gerhard Pilgram e Emil Krištof, circa una cinquantina di persone provenienti dalla Carinzia per scoprire i tanti tesori nascosti del Friuli. Ogni tanto Pilgram, principale anima di Unikum, si ferma a leggere brani tratti dal libro. Leggi tutto “Am Alpenrand – Sull’orlo della montagna, escursione da Travesio”

Aus der Enge – la nuova guida di Unikum

E’ appena uscito “Aus der Enge – Wandern und Einkehren im Nordwesten Friauls”, il nuovo volume della collana “Wander-Reise-Lesebücher” a firma Unikum, il centro culturale dell’Università di Klagenfurt. Vengono presentati con il ben noto stile degli autori  27 itinerari che si svolgono per metà in Carnia e per metà nelle valli del Pordenonese, con un paio di incursioni nella zona collinare del Friuli (elenco completo qui sotto).

Un’immagine di forte impatto, l’acqua turchese di un torrente che scorre in una stretta forra, occupa tutta la copertina. Il titolo, quasi intraducibile nella sua molteplicità di significati e inscindibilmente abbinato all’immagine di copertina, merita una spiegazione: letteralmente significa “uscire fuori da qualcosa di stretto” ed è sottinteso che si andrà a dispiegare le proprie vele verso qualcosa di aperto, che potrebbe essere lo sbocco del torrente di montagna nella pianura, l’uscita da una valle stretta verso spazi più vasti, ma anche l’abbandono di visioni limitate, pregiudizi e ideologie che costituiscono strettoie mentali da cui ci si può liberare con lo studio, la conoscenza e il viaggio. Questo e molto altro nelle 500 pagine di itinerari inediti, saggi storici e ambientali e informazioni a tutto tondo dedicati interamente al Friuli Nord-Occidentale!

Chi desiderasse ordinarlo può fare riferimento a questa pagina del sito di Unikum, cliccando su “Bestellen”.

Leggi tutto “Aus der Enge – la nuova guida di Unikum”

Storie dall’ex confine

Nella seguente serie di dieci “Storie dall’ex confine”, scritta per “IL NUOVO” tra la fine del 2007 e l’estate del 2008, ho voluto raccogliere storie e testimonianze di persone italiane e slovene la cui vita si è intrecciata in vario modo con le vicende del nostro confine orientale e raccontare la difficoltà di vivere sul confine.

Ho cercato di comporre un quadro il più possibile ampio e variegato, per cogliere la diversità fra le varie zone della nostra regione: si trovano così rappresentate nei miei articoli le Valli del Natisone (Il confine errante, Un pugno di terra del Caucaso) e dello Judrio (Contrabbandieri sullo Judrio), le Valli del Torre (Con gli sterpi in gola,  La custode del passo), Gorizia e Nova Gorica (Il confine di Nadja, Il museo della frontiera), la valle del Vipacco (Di qua e di là del Vipacco) , il Carso triestino (Il canto libero di Tabor) e Trieste stessa (Una donna di frontiera).

Il lettore dirà poi se io sia riuscita anche a collocare queste microstorie – spesso tragiche – nel più ampio scenario storico di cui fanno parte.

 

Il confine di Nadja

Nella sua trilogia dedicata al confine, la regista slovena Nadja Veluscek ha esplorato  i  condizionamenti e le lacerazioni che la “cortina di ferro” ha causato  nella sua vita e  in quella di un’intera comunità.

Un treno in movimento, un  volto di donna al finestrino, uno sguardo assorto che ci dice che nel paesaggio che scorre si sta svolgendo un viaggio non solo nello spazio, ma anche nel tempo:  queste   inquadrature del film Moja meja – il mio confine, della regista e sceneggiatrice slovena Nadja Veluscek, ci accompagnano come un Leitmotiv nei ricordi della sua infanzia vissuta nella valle dell’Isonzo e a Gorizia, negli anni più difficili del dopoguerra. Leggi tutto “Il confine di Nadja”

Il confine errante

Due nomi, tre patrie, una vita sospesa: le vicende di Emilia/Milka Klemencic, il cui destino è stato segnato dai flussi e riflussi del confine. 

“Se il mio destino è stato così, è perché giocavano con le frontiere”- sono le parole con cui mi accoglie Milka. Nella sua cucina il sole d’inverno disegna ghirigori brillando attraverso le tendine di pizzo lavorato al tombolo. “Mancano pochi giorni alla caduta del confine”– le dico. “Speriamo davvero che sia per sempre – sospira -Quello che ti dico adesso avevo promesso che non l’avrei mai raccontato e così è stato finora. Ma adesso le cose sono cambiate, e questa mia storia non può più danneggiare nessuno.”

Milka Clemencic a Clabuzzaro negli anni Cinquanta

Emilia/Milka Klemencic, classe 1933, è nata a Monte San Vito/Sentviska Gora, un altopiano a 22 km da Tolmino a circa 700 metri di quota, un posto molto bello. Leggi tutto “Il confine errante”

Eine Handvoll Kaukasus Erde

Für Riccardo Ruttar, den Chefredakteur der Zeitschrift der slowenischen Minderheit “DOM”, stehen seit 30 Jahren die Natisonetäler im Mittelpunkt seiner Studien und Arbeit. In diesem Gespräch erinnert er sich an die Geschichte seiner Familie und analysiert die gegenwärtige Situation.

Jede Woche lese ich mit besonderem Interesse eine Rubrik von Riccardo, die den Dörfern der Natisone-Täler gewidmet ist. Ich beneide den Kollegen um sein Wissen über die Menschen und das Territorium, und nachdem ich erfahren habe, dass er aus Drenchia an der Grenze zu Slowenien kommt, finde ich den Mut, den Interviewer um ein Interview für meine Serie zu bitten.

Leggi tutto “Eine Handvoll Kaukasus Erde”

La custode del passo

Per quarant’anni Nella Marchiol ha gestito un piccolo locale nell’unica costruzione di Passo Tanamea. Attraverso i suoi ricordi si snoda la storia di una vita e di un piccolo mondo “di confine”

Passo Tanamea: soli 40 km da Udine, ma siamo già in un mondo alpino, ai piedi della bastionata dei Musi. Poco più in là, il confine.

1971 Nella a Tanamea

Leggi tutto “La custode del passo”

Una donna di frontiera

Licia Chersovani, classe 1923, triestina e slovena, partigiana e antifascista, ripercorre una vita attraversata dalle lacerazioni del passato sul confine orientale e analizza le contraddizioni del presente.

Incontro Licia Chersovani, donna della Resistenza triestina, classe 1923, pochi giorni prima del 25 aprile, con addosso ancora l’amarezza per il risultato delle elezioni politiche e amministrative. E’ da molto che volevo una voce dichiaratamente di sinistra nelle mie storie di confine, e adesso l’ho trovata grazie alla ricercatrice Gabriella Musetti, che assieme a Silvana Rosei ha curato due splendidi ed emozionanti volumi intitolati “Donne di frontiera – Vita società cultura lotta politica nel territorio del confine orientale italiano nei racconti delle protagoniste”. Leggi tutto “Una donna di frontiera”

Il canto libero di Tabor

Miro e Vera, Angelo e Mirka. Due interviste parallele a due coppie, in Slovenia e in Italia, che rivelano la voglia di una comunità spezzata dal confine di tornare ad aggregarsi.

 La chiesa fortificata di Monrupino/Tabor si staglia contro il cielo alta e bianca su un cocuzzolo roccioso inespugnabile. Siamo sul Carso, alle spalle di Trieste, a poche centinaia di metri dall’ex confine.

A questa chiesa, quando il confine non aveva ancora separato una stessa comunità, facevano riferimento tutte le borgate intorno, fin dove arrivava il suono della sua campana: Repen, Col e Fernetti, a sud ovest, Dol, Vrhovlje e Voglje a nord est(adesso in comune di Sezana). Leggi tutto “Il canto libero di Tabor”

Un pugno di terra del Caucaso

Riccardo Ruttar rievoca la vicenda di suo nonno Mateus che partito da una frazione di Drenchia alla fine dell’Ottocento finì per trovare casa e lavoro a Vladikavkaz in Russia. Una storia emblematica di un’epoca in cui non c’era “nessun maledetto confine nella testa della gente”. Hier lesen Sie die deutsche Fassung 🇩🇪

Sul quindicinale Dom, di Cividale, seguo con particolare interesse una rubrica dedicata ai paesi (uno per uno!) delle valli del Natisone, dove la parte delle interviste è a firma di Riccardo Ruttar. Invidio infinitamente il collega per la sua conoscenza delle persone e del territorio, e saputo che è originario di Drenchia, proprio sul confine, trovo il coraggio per chiedere all’intervistatore un’intervista per la mia serie. Mai avrei potuto immaginare quanto lontano mi avrebbe portato… Leggi tutto “Un pugno di terra del Caucaso”

Con gli sterpi in gola

Viljem Cerno, insegnante, intellettuale e poeta di Lusevera per tutta la vita ha difeso le tradizioni e la parlata slovena delle valli del Torre. Una scelta che gli è costata una vera e propria persecuzione.

“La più grande gioia che ho nell’animo è che il confine è morto, è finito” – con queste parole il professor Viljem/Guglielmo Cerno, di Lusevera/Brdo, insegnante, intellettuale e poeta delle valli del Torre, accoglie il mio invito a parlare del significato che ha avuto nella sua vita l’ormai ex confine. “Ora alziamo alta la parola/che troppo a lungo avevamo sterpi/in gola e chiusa la bocca” – dicono alcuni suoi versi del 2004. E durante il nostro lungo colloquio scoprirò che quest’uomo dall’aria così pacata ha subito durante tutta la sua vita una vera e propria persecuzione solo per la sua coraggiosa difesa dell’identità e della parlata slovena delle Valli. Leggi tutto “Con gli sterpi in gola”

Di qua e di là del Vipacco

La vita di Ivo Kovic e di sua moglie Josiza, di Rupa, e quella della loro famiglia porta il segno profondo delle tragiche vicende che hanno caratterizzato la storia del secolo alle nostre spalle.

Il Vipacco scorre pigro, venendo dalla Slovenia e fluendo piano verso l’Isonzo; il confine, tagliando una sua ansa in linea retta, ha separato per 60 lunghi anni la piccola comunità di Rupa da quello che era il suo punto di riferimento, la cittadina di Miren/Mirna, a pochi km da Gorizia. A Rupa, mi attende Giovanni/Ivo Kovic, classe 1934, la cui casa natale è proprio a ridosso dell'(ex) confine.

Leggi tutto “Di qua e di là del Vipacco”

Contrabbandieri sullo Judrio

 A colloquio con Jožica Strgar, etnologa e regista, che nel suo spettacolo “Kontraband čez Idrijo” ha colto le antiche paure e le nuove speranze della gente che ha vissuto sul confine.

Abbiamo fatto a fettine una sbarra di confine…

Ponte Clinaz, 26 dicembre 2007. Tra le tante feste per la caduta del confine con la Slovenia a cui abbiamo partecipato, questa di Ponte Clinaz, una sperduta località sul corso superiore dello Judrio, è stata certamente la più bella e spontanea: niente autorità, niente discorsi ma solo un clima di gioiosa adesione e di allegria popolare. In mezzo al ponte si incontrano e si abbracciano i primi doganieri italiani e jugoslavi che presidiavano questo remoto valico, mentre intorno a loro saltano e ballano gli Skrati, i folletti del folklore sloveno. Leggi tutto “Contrabbandieri sullo Judrio”

Il museo della frontiera

Alla Stazione Transalpina di Nova Gorica, sotto la guida sensibile e coinvolgente di Marinka Velikonja, è possibile fare un viaggio approfondito e obbiettivo nella dolorosa storia del confine.

Concludo questa serie di storie dal confine con quello che in realtà sarebbe dovuto essere il primo articolo. Se per le mie interviste avessi rastrellato informazioni in modo più sistematico certo sarei capitata ben prima da Marinka nello straordinario Museo della Frontiera che si trova lì, appena oltre la linea dell’ex confine, nella stazione Transalpina a Nova Gorica. Leggi tutto “Il museo della frontiera”