Benvenuti su “Andamento lento”

Il nostro sito, che riprende il titolo di un nostro libro di itinerari del 2005, vuole presentare approfondimenti su persone e paesi del Friuli Venezia Giulia, storie di voci deboli e paesaggi fragili, resoconti di nostri vagabondaggi reali, letterari, fotografici e nella storia. Oltre a nuovi articoli potrete trovare anche la maggior parte dei reportage usciti dal 2005 al 2009 sul settimanale friulano “IL NUOVO” che ci manca tanto!

L’antica villa incastellata: Rocca Bernarda

Un luogo bellissimo in comune di Premariacco!

Questa villa cinquecentesca (1567), dall’aspetto turrito e fortificato, spicca con il suo colore rosso sbiadito sulla sommità della collina che digrada a balze. Ai quattro angoli torri circolari che non hanno funzioni difensive, ma solo ornamentali. Statue leggiadre fanno capolino tra gli alberi secolari: due grandi cipressi, della ragguardevole età di 420 anni, stanno a guardia dell’ingresso della dimora. La loro circonferenza è di 5 m  e sono considerati monumenti naturali. Guardando verso nord, altri cipressi più esili e flessuosi coronano la cima di collinette a tortiglione, e paiono pennelli pronti per ridipingere il mondo.

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Ringrazio Studio Forest!

Ieri sera, venerdì 11 gennaio 2020, ho avuto il piacere di fare una lunga chiacchierata online con Angelo Sinuello, guida naturalistica di Studio Forest, sugli argomenti che ci stanno a cuore: la scoperta del territorio, la natura, i viaggi, la montagna, la difesa dell’ambiente, in breve l’andamento lento e tutto ciò che consegue da questa visione del mondo. E’ stato molto bello e ringrazio davvero per questa opportunità tutto lo Studio Forest e tutti i  pazienti ascoltatori. Se qualcuno volesse risentire l’intervista, può cliccare qui.

Il periplo di Premariacco!

Giretto di Premariacco in tempo di “zona arancione”: senza mai uscire dai confini del nostro comune abbiamo percorso quasi 50 km toccando zone di interesse naturalistico (la campagna tra Moimacco e Orzano, le sponde del Malina, le colline di Buttrio) e paesaggistico-artistico come la Rocca Bernarda, per poi chiudere il giro passando il Natisone sulla passerella di Firmano e i due borghi storici di Premariacco city (borgo Sacco e Borgo Viola). 

La mappa del nostro periplo

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“Andamento lento” rivisitato in tempo di pandemia

Dicembre 2020: dopo l’esperienza del lockdown totale della scorsa primavera e della “zona arancione” appena trascorsa, in cui non era possibile spostarsi dal proprio comune, pensiamo possa essere interessante rileggere in modo critico quello che avevamo scritto nel 2005 come introduzione al volume “Andamento lento”, itinerari friulani da fare a cavallo, a piedi oppure in bicicletta. Leggi tutto ““Andamento lento” rivisitato in tempo di pandemia”

I campi dietro casa

Ripropongo un vecchio articolo tratto da “Andamento lento”, mi sembra utile di questi tempi…

Abbiamo sempre avuto, fin da piccoli, una grande passione per i cavalli, ma abitando in città non era certo facile realizzare il desiderio di avere un cavallo tutto nostro. Ma quando, nel 1991, ci siamo finalmente trasferiti in campagna, a Premariacco, in una grande casa contadina con tanto di stalla, allora sì che ci siamo portati a casa un bel cavallo, anzi due. E così finalmente i cavalli sono vicino a noi, e la mattina possiamo vederli dalla finestra della nostra camera. Sono là che ci aspettano e ci chiamano con quel loro “frrr…” tutto speciale che non ha nome in nessuna delle lingue che conosciamo. Leggi tutto “I campi dietro casa”

L’abbazia e la rocca

Sempre dal lontano 2003 giunge questo itinerario tutto nel comune di Premariacco, che non ho voluto minimamente toccare nel suo stile di “racconto-diario”. Forse oggi lo scriverei diversamente.

Partenza: da Orsaria, frazione di Premariacco.

Caratteristiche: percorso ad anello di km 17 privo di qualunque difficoltà. Se il guado sotto Casali Selva non fosse praticabile, è consigliabile usare il ponte di Orsaria. Cartografia: carta Tabacco al 25.000 “Valli del Natisone”

Mercoledì 1 gennaio 2003, tempo splendido

Chi va a cavallo a Capodanno, va a  cavallo tutto l’anno. Convinti dell’efficacia di questo gesto propiziatorio, come ogni anno – dopo aver festeggiato la mezzanotte nella scuderia in compagnia dei nostri amati quattrozampe, terrorizzati dai botti che tanto piacciono agli umani – siamo in sella la mattina del primo gennaio e partiamo da casa nell’assoluto silenzio, alle 11 di una radiosa mattina invernale.  Raggiungiamo quindi la piazza di Orsaria, da cui parte il nostro itinerario.

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I lavadôrs di Buja

Riporto qui sotto un articolo pubblicato sul Nuovo nel lontano 2003, ripromettendomi di andare quanto prima a rifare questo itinerario…

 

Partenza:  da Buja, borgo di San Floreano. Itinerario ad anello. Mezzo consigliato: in bicicletta Difficoltà: nessuna. Dislivello da superare: minimo.

Cartografia: carta Tabacco n. 020 al 25.000 “Prealpi del Gemonese”

La mia amica Gabriella di Buja mi propone un giro in bicicletta alla scoperta degli antichi lavatoi di Buja, testimonianza di un tempo non lontano in cui non esistevano le lavatrici e lavare e risciacquare i panni al fiume era un momento importante della vita sociale femminile.

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Gita in collina – Landpartie da “Aus der Enge”

Partenza in una radiosa giornata di sole decembrino per effettuare un’escursione circolare intorno a Moruzzo seguendo l’itinerario n.17 (“Landpartie”) dalla nuova guida di Unikum “Aus der Enge”.

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Prima tappa la torbiera di Borgo Pegoraro. Seguendo poi attentamente le indicazioni della guida si arriva a Villalta con un labirintico percorso nei campi. Attraversato il centro di Villalta ci aspetta una splendida bressana (versione rettangolare del roccolo) su una collinetta. Scendiamo poi verso Est passando per Poggio Stringher e il torrente Lavia. Si raggiunge S.Margherita del Gruagno, il castello di Brazzacco e passando per Modotto si torna al punto di partenza. Giro stupendo, vivamente consigliato! Non disponendo della guida in tedesco si può seguire indicativamente l’itinerario tabellato “Stringher-Tacoli”che ha un percorso molto simile.

15,5 km, circa 4 ore a piedi.

Con il cuore in Benecia

Sabato 7 dicembre 2019 bellissima escursione transfrontaliera nella valle dello Judrio con gran finale nell’agriturismo di Britof per la proiezione del filmato “Con il cuore in Benecia”. Il tutto organizzato dall’Associazione Val Judrio-Idrjiska Dolina che ha curato anche il taglio dei rovi sulle vecchie strade e i sentieri dimenticati tra paese e paese (cosa che noi, avendo lavorato già con cesoie e motosega, abbiamo adeguatamente apprezzato).

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Am Alpenrand – Sull’orlo della montagna, escursione da Travesio

Sabato 30 novembre 2020 gita autunnale di Unikum, il centro culturale dell’Università di Klagenfurt, lungo un itinerario tratto dall’ultimo volume da loro pubblicato, “Aus der Enge” Si tratta dell’escursione “Am Alpenrand”, cioè “Sul bordo delle Alpi”, o se si vuole “Sull’orlo della montagna”, con partenza dal centro di Travesio in direzione del borgo di Zancan. Nel gruppo, guidato da Gerhard Pilgram e Emil Krištof, circa una cinquantina di persone provenienti dalla Carinzia per scoprire i tanti tesori nascosti del Friuli. Ogni tanto Pilgram, principale anima di Unikum, si ferma a leggere brani tratti dal libro. Leggi tutto “Am Alpenrand – Sull’orlo della montagna, escursione da Travesio”

Aus der Enge – la nuova guida di Unikum

E’ appena uscito “Aus der Enge – Wandern und Einkehren im Nordwesten Friauls”, il nuovo volume della collana “Wander-Reise-Lesebücher” a firma Unikum, il centro culturale dell’Università di Klagenfurt. Vengono presentati con il ben noto stile degli autori  27 itinerari che si svolgono per metà in Carnia e per metà nelle valli del Pordenonese, con un paio di incursioni nella zona collinare del Friuli (elenco completo qui sotto).

Un’immagine di forte impatto, l’acqua turchese di un torrente che scorre in una stretta forra, occupa tutta la copertina. Il titolo, quasi intraducibile nella sua molteplicità di significati e inscindibilmente abbinato all’immagine di copertina, merita una spiegazione: letteralmente significa “uscire fuori da qualcosa di stretto” ed è sottinteso che si andrà a dispiegare le proprie vele verso qualcosa di aperto, che potrebbe essere lo sbocco del torrente di montagna nella pianura, l’uscita da una valle stretta verso spazi più vasti, ma anche l’abbandono di visioni limitate, pregiudizi e ideologie che costituiscono strettoie mentali da cui ci si può liberare con lo studio, la conoscenza e il viaggio. Questo e molto altro nelle 500 pagine di itinerari inediti, saggi storici e ambientali e informazioni a tutto tondo dedicati interamente al Friuli Nord-Occidentale!

Chi desiderasse ordinarlo può fare riferimento a questa pagina del sito di Unikum, cliccando su “Bestellen”.

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Storie dall’ex confine

Nella seguente serie di dieci “Storie dall’ex confine”, scritta per “IL NUOVO” tra la fine del 2007 e l’estate del 2008, ho voluto raccogliere storie e testimonianze di persone italiane e slovene la cui vita si è intrecciata in vario modo con le vicende del nostro confine orientale e raccontare la difficoltà di vivere sul confine.

Ho cercato di comporre un quadro il più possibile ampio e variegato, per cogliere la diversità fra le varie zone della nostra regione: si trovano così rappresentate nei miei articoli le Valli del Natisone (Il confine errante, Un pugno di terra del Caucaso) e dello Judrio (Contrabbandieri sullo Judrio), le Valli del Torre (Con gli sterpi in gola,  La custode del passo), Gorizia e Nova Gorica (Il confine di Nadja, Il museo della frontiera), la valle del Vipacco (Di qua e di là del Vipacco) , il Carso triestino (Il canto libero di Tabor) e Trieste stessa (Una donna di frontiera).

Il lettore dirà poi se io sia riuscita anche a collocare queste microstorie – spesso tragiche – nel più ampio scenario storico di cui fanno parte.

 

Il confine di Nadja

Nella sua trilogia dedicata al confine, la regista slovena Nadja Veluscek ha esplorato  i  condizionamenti e le lacerazioni che la “cortina di ferro” ha causato  nella sua vita e  in quella di un’intera comunità.

Un treno in movimento, un  volto di donna al finestrino, uno sguardo assorto che ci dice che nel paesaggio che scorre si sta svolgendo un viaggio non solo nello spazio, ma anche nel tempo:  queste   inquadrature del film Moja meja – il mio confine, della regista e sceneggiatrice slovena Nadja Veluscek, ci accompagnano come un Leitmotiv nei ricordi della sua infanzia vissuta nella valle dell’Isonzo e a Gorizia, negli anni più difficili del dopoguerra. Leggi tutto “Il confine di Nadja”

Il confine errante

Due nomi, tre patrie, una vita sospesa: le vicende di Emilia/Milka Klemencic, il cui destino è stato segnato dai flussi e riflussi del confine. 

“Se il mio destino è stato così, è perché giocavano con le frontiere”- sono le parole con cui mi accoglie Milka. Nella sua cucina il sole d’inverno disegna ghirigori brillando attraverso le tendine di pizzo lavorato al tombolo. “Mancano pochi giorni alla caduta del confine”– le dico. “Speriamo davvero che sia per sempre – sospira -Quello che ti dico adesso avevo promesso che non l’avrei mai raccontato e così è stato finora. Ma adesso le cose sono cambiate, e questa mia storia non può più danneggiare nessuno.”

Milka Clemencic a Clabuzzaro negli anni Cinquanta

Emilia/Milka Klemencic, classe 1933, è nata a Monte San Vito/Sentviska Gora, un altopiano a 22 km da Tolmino a circa 700 metri di quota, un posto molto bello. Leggi tutto “Il confine errante”

Eine Handvoll Kaukasus Erde

Für Riccardo Ruttar, den Chefredakteur der Zeitschrift der slowenischen Minderheit “DOM”, stehen seit 30 Jahren die Natisonetäler im Mittelpunkt seiner Studien und Arbeit. In diesem Gespräch erinnert er sich an die Geschichte seiner Familie und analysiert die gegenwärtige Situation.

Jede Woche lese ich mit besonderem Interesse eine Rubrik von Riccardo, die den Dörfern der Natisone-Täler gewidmet ist. Ich beneide den Kollegen um sein Wissen über die Menschen und das Territorium, und nachdem ich erfahren habe, dass er aus Drenchia an der Grenze zu Slowenien kommt, finde ich den Mut, den Interviewer um ein Interview für meine Serie zu bitten.

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La custode del passo

Per quarant’anni Nella Marchiol ha gestito un piccolo locale nell’unica costruzione di Passo Tanamea. Attraverso i suoi ricordi si snoda la storia di una vita e di un piccolo mondo “di confine”

Passo Tanamea: soli 40 km da Udine, ma siamo già in un mondo alpino, ai piedi della bastionata dei Musi. Poco più in là, il confine.

1971 Nella a Tanamea

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